ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI BETTINO CRAXI
In occasione della ricorrenza del genetliaco di Bettino Craxi, la UILS (Unione Imprenditori Lavoratori Socialisti) e il CESP (Centro Sandro Pertini) vogliono ricordarne la spinta filosofica nell’elaborazione di un nuovo socialismo e la spinta europeista che costituì uno dei punti cardine della sua politica per la crescita dell’Italia nel mondo, pubblicando il discorso al Senato della Repubblica con cui il 3 marzo 1987 per motivi politici rassegnò le dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri in aperto dissenso con la D.C.
Le parole profetiche di Bettino Craxi :
“Si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre, arriveremo al
paradiso terrestre… L’Europa per noi, come ho già avuto modo di dire, per noi nella
migliore delle ipotesi sarà un limbo. Nella peggiore delle ipotesi l’Europa sarà un
inferno. Quindi bisogna riflettere su ciò che si sta facendo. Perché la cosa più
ragionevole di tutte era quello di richiedere e di pretendere, essendo noi un grande
Paese – perché se l’Italia ha bisogno dell’Europa l’Europa ha bisogno dell’Italia –
pretendere la rinegoziazione dei parametri di Maastricht”.
Bettino Craxi lo aveva capito già dal 1997 quando, dal suo esilio di Hammamet, lanciò alla politica italiana
un giudizio insindacabile sul liberismo che si stava impossessando del sogno unitario
europeo.
“I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella
Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle
prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date.
L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La
situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile
da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché
si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il
futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato,
aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero
ormai di paesi aderenti”.
Craxi già allora aveva perfettamente compreso che il vincolo del 3% al deficit avrebbe impedito all’Italia di
sostenere la propria economia e di infondere fiducia al sistema economico nel suo complesso.
Ecco perché non si possono bandire le politiche espansive, perché l’economia senza di esse rimarrebbe, nella
migliore delle ipotesi, in un limbo, come giustamente diceva Craxi.
Per chi volesse ritirarne una copia, la pubblicazione è a disposizione presso la nostra sede di Via Sant’Agata dei Goti 4 – Roma
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