29 agosto, Giornata contro i test nucleari: la lezione di Pertini in un mondo che conta oltre sessanta guerre
L’ONU scelse questa data per ricordare, nel 1991, la chiusura del poligono di Semipalatinsk, in Kazakistan, dove per decenni l’Unione Sovietica fece esplodere ordigni sperimentali sulla pelle della popolazione
Un pianeta ancora armato fino ai denti
Il rapporto SIPRI stima che a gennaio 2026 nel mondo esistano circa 12.187 testate nucleari, migliaia pronte al lancio in pochi minuti.
Un arsenale distribuito tra nove Paesi che, nel 2025, secondo l’Istituto svedese, è stato ampliato o modernizzato.
Per la prima volta in trent’anni il numero totale torna a crescere, anziché diminuire.
Quante sono davvero le guerre nel mondo, oggi
Non è solo il nucleare a rendere fragile la sicurezza mondiale. Nel 2025 l’Uppsala Conflict Data Program ha censito 65 conflitti armati in 35 Paesi: il numero più alto dal 1946.
L’Atlante delle guerre ne conta invece 32 attivi.
Quasi metà della popolazione mondiale vive oggi in un Paese coinvolto in una guerra o esposto a tensioni armate.
La saggezza di Sandro Pertini
La UILS, preoccupata dell’evolversi delle proteste in molti continenti del pianeta, osserva che continua a venire meno la ragionevolezza dell’uomo che dovrebbe porre al primo posto la pace e il bene comune dei popoli.
In questo scenario la UILS guarda alla figura di Sandro Pertini, il Presidente più amato dagli italiani per la sua sensibilità per i popoli oppressi, privi della loro libertà e spogliati della dignità umana.
Da Presidente della Repubblica tornò più volte, con crescente urgenza, sul tema del nucleare.
Nel discorso di insediamento al Parlamento chiese che si svuotassero gli arsenali di guerra, sorgente di morte, per colmare invece i granai di vita, mentre milioni di persone nel mondo lottavano contro la fame.
Riprese la stessa immagine nel messaggio di fine anno agli italiani, del 31 dicembre 1978, quando ricordò che le due superpotenze del tempo possedevano dodicimila testate nucleari, l’equivalente di un milione e mezzo di bombe di Hiroshima, mentre 600 milioni di esseri umani soffrivano la fame nello stesso momento in cui lui parlava.
Fu proprio in quel discorso ai giovani che Pertini pronunciò una delle sue frasi più citate invitandoli a non imbracciare le armi ma a coltivare i propri ideali: “Non armate la vostra mano, armate il vostro animo”.
Sul disarmo nucleare Pertini si dichiarò apertamente favorevole a un “disarmo totale e controllato”, consapevole che l’arma atomica incombesse come una minaccia permanente sull’intera umanità, capace di trasformare un errore di calcolo in una tragedia irreversibile per l’intero pianeta.
La violenza, per Pertini, non è mai una soluzione, perché anche quando è usata in nome della legittima difesa lascia un logorio morale che nessuna vittoria militare può davvero cancellare.
La posizione della UILS
La UILS ritiene che, di fronte a un mondo attraversato da guerre, tensioni e dal crescente pericolo degli arsenali nucleari, sia necessario recuperare quella ragionevolezza politica e umana che Sandro Pertini indicò come fondamento della convivenza tra i popoli. La pace, il bene comune e la difesa della dignità umana devono prevalere sull’egoismo, sugli interessi personali e sulle logiche di potere che finiscono per colpire soprattutto i cittadini inermi.
La UILS ritiene che l’unica forma di saggezza autentica sia quella insegnata da Sandro Pertini: la vera forza è non rispondere mai alla violenza con altra violenza, e percorrere fino in fondo, senza stancarsi mai, ogni strada diplomatica.
La politica, a nostro parere, dovrebbe rendere onore alla figura di Pertini e al suo impegno in difesa dei diritti umani, della libertà e della giustizia sociale. La sua lezione dovrebbe essere trasmessa alle nuove generazioni affinché possano ritrovare nell’impegno politico un autentico servizio alla Nazione e ai cittadini, nel rispetto di quei valori insopprimibili di libertà, dignità e giustizia sociale che Pertini ha rappresentato con la sua vita.
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