Riarmo europeo: il voto ai cittadini prima del sì

Decisioni importanti come il riarmo europeo dovrebbero essere approvate da un referendum in cui i cittadini possano esprimere il proprio parere,  fondamentale per una vera democrazia

L’Europa non ha più la sua guardia del corpo che ha dato le dimissioni grazie all’intervento di Trump, esortando l’Europa a una difesa comune indipendente dagli USA.

Sul fronte ReArmEurope (Riarmare l’Europa) di Ursula Von Der Leyen sorvolano interpretazioni e posizioni politiche italiane diverse e contraddittorie causate dalla mancanza di chiarezza del progetto.

Prende sfumature più nitide la trattazione che Trump propone alla Russia, riguardo la spartizione delle terre rare ucraine, dopo aver, Europa inclusa, finalmente svuotato gli arsenali bellici in disuso ma soprattutto di vecchia generazione mentre la Cina, in posizione apparentemente neutrale, guarda comoda e sorniona da spettatore.

In questa situazione politica internazionale instabile i cittadini sono preoccupati e indignati in quanto il prezzo del conflitto russo-ucraino è già stato abbondantemente pagato in primo luogo da vite umane e in secondo dall’aumento triplicato di gas, elettricità e beni di consumo, anche di prima necessità.

riarmo europeo

I cittadini non capiscono da cosa ci si debba difendere oltre a portare avanti un’azione di keeping peace nei confronti dell’Ucraina.

Ci si domanda davvero a cosa servano arsenali pieni di armi nucleari visto che l’umanità non ha nessuna voglia di estinguersi e ne basterebbero davvero poche per mettere fine a qualsiasi tipo di forma di vita.

Siamo gestiti da capi di Stato che hanno la presunzione di alzare la voce in base al proprio arsenale bellico di ultima generazione, anziché avere l’umiltà di prediligere la giustizia sociale, uguaglianza e l’aiuto reciproco tra Paesi.

Il capitalismo scatena guerre a favore dei vantaggi economici, in termini geopolitici e vendita di armi.

I nuovi dazi non sono quelli di Trump ma l’investimento in armi anziché nel benessere collettivo e nella sanità senza dimenticare scuole, infrastrutture, aziende e lotta contro il disagio sociale.

Secondo la UILS i sindacati dovrebbero intervenire in modo forte e diretto, a sostegno di un referedum sulla volontà dei cittadini riguardo il riarmo europeo e un’eventuale entrata in guerra, senza dover scendere a compromessi con nessun Stato limitrofe o oltreoceano.

La UILS è certa che se ogni Paese avesse l’umiltà e il rispetto di fare altrettanto l’intera umanità di certo cambierebbe direzione procedendo verso quella dritta e certa del rispetto reciproco e della pace.

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