Tessere Storiche del Partito Socialista Italiano


1944

Una bandiera rossa compare sulla tessera del Partito socialista di unità proletaria del 1944 ed una quasi uguale bandiera rossa sulla tessera del 1945. Su entrambe la falce, il martello e il libro.

A proposito del simbolo socialista, è opportuno sottolineare fin da ora come per molti anni questo “segno” non troverà una sua codificazione rigorosa e definitiva e sarà disegnato in forma spesso molto diversa sui materiali di propaganda dei primi anni della Repubblica.
Verso la fine del 1946 fu inserito nel simbolo anche il sole.
Malgrado i lunghi anni di dittatura fascista, il socialismo in Italia aveva messo radici profonde: dopo la Liberazione esso esisteva nella coscienza di molti cittadini come forza del rinnovamento e della democrazia. Ma a questa diffusa predisposizione al socialismo, non corrisponde una struttura socialista efficiente: il Psi dell’esilio non aveva un numero sufficiente di quadri; i nuovi gruppi che si erano formati in Italia si rivolgevano al socialismo, ma molte erano le interpretazioni ideologiche e organizzative, le divisioni e le differenze interne al movimento. Ben presto si arriverà alla scissione di Saragat del 1947 e, malgrado le intenzioni del gruppo dirigente, ad una sostanziale subalternità ideologica, politica ed organizzativa al modello comunista filosovietico e alla linea del Pci. Questa subalternità è evidente nella grafica e nel modo di concepire la propaganda. Nella grafica, a cominciare dalle tessere, domina il realismo socialista e lo stesso modo di far propaganda e proselitismo viene concepito secondo modelli leninisti per tutto il periodo del frontismo e per quasi tutti gli anni Cinquanta. Solo agli inizi degli anni Sessanta la produzione iconografica e propagandistica del Psi andrà faticosamente e definitivamente per la propria strada, ricollegandosi al patrimonio precedente la rivoluzione sovietica e percorrendo strade nuove nella comunicazione politica.

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