La tessera del 1927, significativa per la sua drammaticità, riprende il motto già presente sulla tessera del 1920: un impegno, una promessa di resurrezione politica dopo gli anni della prima guerra mondiale che non si era potuto allora concretizzare per le profonde lacerazioni del movimento dei lavoratori italiani e per l’avvento conseguente del fascismo. Questo impegno di resurrezione viene ripreso nella prima tessera dell’esilio, nella quale si vede una mano incatenata che tiene saldamente una fiaccola rossa oltre le sbarre della prigione. Ci vorrà una seconda guerra mondiale per riportare la democrazia in Italia e ridare voce al socialismo. Interessante l’appello della Direzione del Psi riportato all’interno della Tessera: “Il Psi rivivrà nelle Federazioni delle Sezioni socialiste italiane in Francia, Svizzera, Austria, Belgio e America. L’Avanti! rimarrà l’organo del Psi e sarà pubblicato a Parigi. Tutti i compagni devono, con lena e con fervore maggiori del passato, raccogliere i mezzi necessari per dare vita al nostro movimento e per venire in aiuto dei compagni che, in Italia, sono stati duramente colpiti dai provvedimenti reazionari del Governo…”.