Tessere Storiche del Partito Socialista Italiano


1911

Quest’ultima tessera del 1911 riprende un disegno di Walter Crane, pubblicato insieme ad una sua poesia sulla stampa socialista italiana pochi anni prima: “Avanti, sulla via lucente verso la meta del progresso umano. Voli l’auriga invitto dal cui carro veloce si sprigionano raggi come da un sole…” Walter Crane seppe interpretare i sogni, le paure, le speranze del movimento socialista dei primi anni del Novecento riproponendo i miti della classicità in chiave di allegoria socialista, ottenendo immagini immediatamente riconoscibili, didascaliche, che si diffusero in tutto il movimento operaio europeo, che le fece proprie, utilizzandole spesso senza nessun intervento critico, spesso invece modificandole e adattandole alla realtà del proprio Paese. Nelle allegorie di Crane c’è una carica di cambiamento, di riforme sociali e nello stesso tempo un ritorno ad un passato di sogno ed un rifiuto del presente, tempo di sofferenze e di sventure sociali, quasi un legame diretto tra passato e avvenire, una nostalgia per la società di un tempo e una speranza per il futuro. Crane, che come il Morris aveva più una visione romantica della perfettibilità dell’uomo, mitica, lontana dal realismo, vedeva nel passato le condizioni di una vita comunitaria migliore, in una organizzazione quasi agreste della società che solo con il rifiuto del lavoro salariato e dell’industria, considerata una degenerazione, avrebbe potuto trovare la sua strada di emancipazione vera. Da queste tessere – e più in generale dall’esame di tutto il materiale iconografico del socialismo dell’inizio del nostro secolo – appare dunque evidente la tendenza presente nel movimento operaio italiano a utilizzare più lingue, spesso diverse se non proprio contraddittorie, Sarebbe qui troppo lungo analizzare questo problema. Certo,la mancanza di una immagine chiara, dovuta in parte a linee politiche e organizzative ben diverse all’interno del socialismo italiano, in parte ad un esame poco approfondito del come fare comunicazione, in parte ancora alla scarsa mancanza di coordinamento e alla povertà dei mezzi a disposizione, porterà ad una situazione di debolezza e all’affermarsi pochi anni più tardi del fascismo e della reazione.

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