La tessera del 1907, realizzata anche questa da Galantara (che questa volta rinuncia al suo pseudonimo di Rata Langa e si firma con il suo vero cognome) rchiama per certi versi le immagini preraffaellite di Walter Crane, che tanta influenza ebbero in quegli anni nell’iconografia del movimento socialista internazionale ed italiano: stesse donne con berretto frigio, stessi stendardi al vento e soprattutto stessa esigenza didascalica (Crane “riempiva” i suoi disegni di spiegazioni, di frasi, di motti: su questa tessera vediamo che la donna regge nella mano sinistra una corona d’alloro dalla quale “svolazzano” due nastri bianchi con su scritto “Proletari di tutti i Paesi, unitevi” e “Uno per tutti, tutti per uno”). E’, però, una similitudine a prima vista. Ad una più attenta analisi, questa è un’allegoria ben diversa, richiama molto di più la Marianna dell’iconografia francese, non è una allegoria evanescente, una immagine viva, concreta, che agisce. Guida infatti un corteo di lavoratori, quasi un esercito armato (si vedono le falci alzate) e simboleggia in modo efficacissimo il Partito socialista alla guida del cambiamento. E’ interessante notare che nel 1907 compare su una tessera di partito per la prima volta quello che a ragione è stato definito il più indovinato simbolo politico moderno: la bandiera rossa. Sarà presente in seguito, nel corso dei decenni, su moltissime altre tessere, ed è quindi opportuno esaminarlo un po’ più per esteso. In generale, la bandiera documenta innanzitutto l’esistenza di un fatto associativo: per numerose associazioni e circoli socialisti privi di valide strutture la bandiera era l’unico segno esterno di aggregazione. L’origine della bandiera rossa risale alla Rivoluzione francese del 1848 e la sua diffusione fu a lungo contrastata dall’uso della bandiera nera da parte di gruppi e associazioni rivoluzionarie, anarchiche e operaie, nel periodo della Prima Internazionale. Per il movimento socialista italiano, nato da associazioni preesistenti, Società di mutuo soccorso, leghe, cooperative, non ci fu in origine una immediata codifica simbologia per quanto riguarda la bandiera. Le antiche bandiere delle Società operaie avevano colori e tipologie multiformi; il Partito operaio, fondato a Milano nel 1882, ha una bandiera a strisce bianche e nere, mentre il Partito socialista rivoluzionario di Romagna innalza un vessillo verde. Solo dopo il 1892 il Partito socialista adotta definitivamente come proprio emblema una bandiera rossa con frangia nera. Le bandiere del Movimento operaio italiano non furono realizzate, come nel caso inglese, da una struttura centralizzata, ma a livello di base, e sono molto diverse tra loro per stile e materiali usati. Vedremo più avanti l’immagine della tessera del 1921, che presenta appunto una donna che sta cucendo una bandiera socialista sullo sfondo di un campo di grano.