Pertini ignorato nel 70° Anniversario della Costituzione

Esattamente 70 anni fa, l’Italia scriveva una pagina storica, che era destinata a divenire indelebile. Veniva raggiunta la più grande conquista sociale della democrazia parlamentare, veniva firmata, appunto, la Carta Costituzione, che entrò in vigore il successivo 1 gennaio 1948. La firma della Carta Costituzionale rappresenta la sintesi, il frutto di eroiche battaglie sociali della Resistenza, di conquiste che hanno comportato estremi sacrifici e sofferenze per gli Italiani. Vite umane per il raggiungimento della libertà, sono state sacrificate. Uomini, donne, bambini e intere famiglie hanno versato il sangue per dare speranza di vita migliore alle nuove generazioni.

Un avvenimento politico di alta conquista di giustizia sociale, di cui altre nazioni andrebbero orgogliose ma che i nostri rappresentanti istituzionali, ipocritamente ignorano. Noi siamo il Paese in cui si pensa al benessere solo a Natale come euforia e abbuffate mangerecce. Gli “ultimi” continuano a rimanere dimenticati, sempre sofferenti, derelitti e inascoltati. Dimorano nel disagio per le strade, in silenzio e con dignità, che spesso vengono spazzate via da ondate di becero razzismo che ride in faccia anche alla pietà nell’ipocrita conservazione di ciò che è facciata ma non sostanza, bensì offesa alla dignità dell’umanità. Una facciata che si ammanta di indifferenza verso l’indigenza degli altri, ma che non disprezza di fare esclusivamente il proprio tornaconto personale.

Questi benpensanti si dimostrano ostili a riconoscere il diritto di usufruire delle garanzie costituzionali che vengono riservate a tutti i cittadini che non sono in grado di avere il minimo necessario per vivere dignitosamente la propria vita,  mentre poi vanno a stracciarsi le vesti ed a battersi falsamente il petto in messinscene pseudo-religiose al fine di apparire addolorati della situazione di coloro che sono costretti a vivere nella miseria. Proprio rispetto a ciò si dovrebbe misurare il loro credo, invece, volutamente crocifiggono il Cristo di turno ad ogni occasione ad essi favorevole.

Le Istituzioni sono mute consapevolmente su questi argomenti, così come muti sono i media che trascurano il diritto costituzionale all’informazione. Chi ha combattuto e perso la vita per un’Italia migliore lo ha fatto e poi stigmatizzato nella Carta Costituzionale che ha preparato come paradigma per le generazioni future: libertà, democrazia, uguaglianza, pace, lavoro e solidarietà, etc., tutti gli elementi che dovevano trovare spazio libero nelle nuove generazioni mentre molti sono rimasti solo dei principi irrealizzati. Oggi,  infatti, non si dice nulla sui martiri che diedero la vita per il Bene Comune e per la Libertà, niente su coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante avvenimento costitutivo.

L’uomo emblema di quel glorioso passato poteva essere individuato in colui che non solo ha combattuto per affermare detti principi e ha contribuito a consacrarli nella Carta Costituzionale, salvaguardarli in vita: come Parlamentare prima, come Presidente della Repubblica poi, Sandro Pertini. Nessun accenno, nella memorabile giornata odierna. Il presidente della UILS Antonino Gasparo fa un appello ai propri connazionali, affinché si prenda atto dell’attuale classe politica incapace che ha preso il potere dopo la Prima Repubblica e ignora l’eroico passato:

“Oggi dovrebbe ricorrere la Manifestazione Nazionale della Resistenza, perché l’Italia, in quel 27 dicembre 1947, ottenne una grande vittoria in fatto di libertà e parità di diritti. La giornata è da dedicare a tutti i Padri Costituenti, che con la loro azione e i loro eroici sentimenti portarono alla conquista della libertà del popolo italiano. Non mi stupisce il silenzio dei media e delle Istituzioni ignavie. Quello che stupisce e mette rabbia è il silenzio su Sandro Pertini. Pochi giornali e blog online hanno parlato di alcune figure di padri costituenti: Pertini, come già ignorato il 25 settembre, non viene ricordato neanche in questa circostanza.

È una vergogna nazionale delle istituzionale.

Ancora oggi, dopo 27 anni dalla scomparsa, si parla e scrivono libri su di lui, in omaggio dell’alto ruolo istituzionale che ha svolto con dedizione. Si pensi a quando implorò l’ONU, rivolgendosi alle due ricche Grandi Super-Potenze, di bandire la guerra, in quanto fonte di morte e predisporre azioni umane a sostegno di quei popoli, costretti a vivere nel disagio, al fine di consentire loro una vita dignitosa come sancita dalla Carta dei Diritti umani universali. Lasciamo al popolo italiano trarre le giuste considerazioni rispetto ad una classe politica di tal fatta … specialmente a pochi mesi dal voto. Questi figuri potrebbero rappresentarvi nelle sedi istituzionali”.

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