L’ultima proposta elettorale? Un’idea di Craxi, copiata anche male

La legge elettorale è nuovamente a un punto morto. Dopo un vano tentativo di dialogo tra i partiti con il maggior numero di parlamentari, anche l’ultima proposta presentata è fallita.
L’ipotesi, questa volta, era un’imitazione, dicevano, del sistema tedesco: uno sbarramento del 5%, senza preferenze e senza il premio di maggioranza. Una proposta presentata dal PD che piaceva ad altre fazioni. ‘Innovativa’ l’hanno definita alcuni; ma in realtà d’innovativo non aveva proprio niente.
Bettino Craxi, durante il suo primo governo, aveva già in mente una nuova riforma elettorale, che comprendeva anche un cambio netto delle spese pubbliche e un autentico rispetto per le volontà dei padri costituenti. Il progetto era quello di fare una legge elettorale, ispirata al sistema tedesco appunto, con una soglia di sbarramento minimo al 4% e massimo al 5%. La differenza era però nella riduzione delle circoscrizioni elettorali, portando ad un’effettiva diminuzione dei parlamentari. Questo avrebbe portato l’Italia a rispettare il principio elettorale del proporzionale puro, poiché diminuendo le circoscrizioni, sarebbe stato ridotto solo il numero dei parlamentari, non le modalità di eleggibilità.
Questo ci fa capire non solo quanto l’ex premier socialista fosse avanti con i tempi; ma anche quanto l’odierna classe politica non abbia la benché minima originalità o capacità governativa. Ha modificato una legge che, qualora fosse stata approvata, avrebbe fatto risparmiare al nostro Paese molto denaro; e avrebbe garantito una stabilità istituzionale. Ora invece, con le modifiche che gli attuali partiti hanno fatto, non solo non permetteranno la governabilità; ma neanche il rispetto della volontà dei cittadini.

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