
Mi sia consentito di esprimere una mia personale riflessione in merito alla crisi istituzionale, politica, morale, economica e sociale che da tempo ha investito il nostro paese.
Sento il dovere di ricordare, con rimpianto, lo spirito unitario che aveva animato i partiti che diedero vita alla Repubblica. Ad esso occorrerà ritornare per uscire dalla crisi e ridare prospettive all’Italia.
Quei partiti, pur divisi da profonde diversità ideologiche, seppero trovare nei principi della Costituzione un programma comune e guidarono, con l’obiettivo della piena occupazione, l’Italia verso la rinascita economica e importanti conquiste sociali.
Tra questi un ruolo decisivo è stato svolto dal Partito Socialista Italiano: il più antico Partito dei lavoratori che ha realizzato grandi conquiste sociali grazie ai suoi dirigenti i quali, con l’esempio e con la lotta, l’hanno arricchito di un sistema di principi e di valori come nessun altro partito può vantare. Il Partito Socialista è stato protagonista della Resistenza, della nascita della democrazia nel nostro Paese, della Costituzione della Repubblica e dell’Europa Unita. Ha promosso una avanzata legislazione sociale, previdenziale, assistenziale, sanitaria, scolastica, sulla maternità e l’infanzia, sulla casa e sui suoli, sui diritti civili, sindacali, delle donne e dei lavoratori, sul sostegno al commercio, all’artigianato, alla cooperazione e all’agricoltura. Ha voluto la nazionalizzazione dell’energia elettrica e delle banche come volano dello sviluppo economico e dei programmi di sostegno all’occupazione e alle aziende. Con i socialisti, Pertini e Craxi, l’Italia ha raggiunto un prestigio internazionale mai più neppure sfiorato
Purtroppo con la vicenda di tangentopoli che coinvolse tutti i partiti, il Partito Socialista, ormai attestato al 15 % dei voti, pagò più degli altri.
I risvolti di quegli eventi sono ancora avvolti nel mistero, volutamente celati da forze politiche ed economiche che ne furono protagoniste; misteri che prima o poi la storia rivelerà.
Oggi constatiamo che le classi dominanti della cosiddetta seconda Repubblica hanno irresponsabilmente trascinato l’Italia nel baratro, nell’insicurezza e nella povertà, strumentalizzando poteri dello Stato, indebolendo le istituzioni, sovvertendo l’ordine democratico instaurato e consolidato nel corso di oltre sessant’anni di storia Repubblicana.
Ora però è tempo di agire e di agire insieme ai cittadini che hanno a cuore il bene dell’Italia, mettendo da parte dissensi o risentimenti che non giovano a nessuno ed anzi danneggiano.
Come diceva Filippo Turati, fondatore del Partito Socialista, occorre sempre riannodare i fili di un discorso che ci collochi in continuità con la nostra storia ma sia proteso verso l’avvenire.
Quando nel 1892 a Genova fu fondato il Partito Socialista dei lavoratori italiani, a costituirlo furono le fasce più deboli e più colte della società: lavoratori, agricoltori, braccianti, artigiani, sindacalisti, commercianti, professionisti, intellettuali, cooperative, società di mutuo soccorso, circoli culturali ed altri.
Ebbene, noi dobbiamo ricostruire quella alleanza, dobbiamo serrare le fila assieme alle fasce sociali più disponibili che, ora come allora, sono i lavoratori, gli agricoltori, i braccianti, gli artigiani, i commercianti. Dobbiamo conquistare adeguati livelli di benessere ed una significativa rappresentanza nelle istituzioni per fare le riforme già ben delineate dal programma socialista del 1892 che, ancora oggi, dopo 120 anni, appare di straordinaria attualità.
Riproduciamo il Programma Politico approvato nel 1892 dalla costituente socialista e stampato sulla prima tessera del partito del 1905, perché ne facciano memoria in particolare i socialisti e lo apprezzino i cittadini e le nuove generazioni.
Oggi dobbiamo realizzare un programma fondato sulla redistribuzione della ricchezza, sul superamento del divario sociale tra ricchi e poveri, sull’abolizione dei privilegi, su più adeguati livelli di libertà e di concreta giustizia sociale, sul rilancio dell’economia e dell’ occupazione tramite la piccola impresa e nuovi meccanismi di credito.
Per questi obiettivi noi chiediamo il voto ai cittadini elettori.
Ai socialisti fedeli ai valori di libertà e di giustizia sociale chiediamo di riaccendere l’orgoglio e gli entusiasmi che seppero suscitare i nostri predecessori e di unificarsi nel Partito Socialista Italiano.
Ma guardando in avanti perché, come diceva Pertini, il modo migliore per onorare la storia e i suoi protagonisti è quello di aiutare i vivi.
Questa deve essere la nostra missione: aiutare e difendere le classi sociali più deboli.
Un caloroso ed affettuoso augurio di successo, con l’auspicio di riuscire a ritrovare il percorso per ricondurre tutti nella stessa casa.
Sento il dovere di ricordare, con rimpianto, lo spirito unitario che aveva animato i partiti che diedero vita alla Repubblica. Ad esso occorrerà ritornare per uscire dalla crisi e ridare prospettive all’Italia.
Quei partiti, pur divisi da profonde diversità ideologiche, seppero trovare nei principi della Costituzione un programma comune e guidarono, con l’obiettivo della piena occupazione, l’Italia verso la rinascita economica e importanti conquiste sociali.
Tra questi un ruolo decisivo è stato svolto dal Partito Socialista Italiano: il più antico Partito dei lavoratori che ha realizzato grandi conquiste sociali grazie ai suoi dirigenti i quali, con l’esempio e con la lotta, l’hanno arricchito di un sistema di principi e di valori come nessun altro partito può vantare. Il Partito Socialista è stato protagonista della Resistenza, della nascita della democrazia nel nostro Paese, della Costituzione della Repubblica e dell’Europa Unita. Ha promosso una avanzata legislazione sociale, previdenziale, assistenziale, sanitaria, scolastica, sulla maternità e l’infanzia, sulla casa e sui suoli, sui diritti civili, sindacali, delle donne e dei lavoratori, sul sostegno al commercio, all’artigianato, alla cooperazione e all’agricoltura. Ha voluto la nazionalizzazione dell’energia elettrica e delle banche come volano dello sviluppo economico e dei programmi di sostegno all’occupazione e alle aziende. Con i socialisti, Pertini e Craxi, l’Italia ha raggiunto un prestigio internazionale mai più neppure sfiorato
Purtroppo con la vicenda di tangentopoli che coinvolse tutti i partiti, il Partito Socialista, ormai attestato al 15 % dei voti, pagò più degli altri.
I risvolti di quegli eventi sono ancora avvolti nel mistero, volutamente celati da forze politiche ed economiche che ne furono protagoniste; misteri che prima o poi la storia rivelerà.
Oggi constatiamo che le classi dominanti della cosiddetta seconda Repubblica hanno irresponsabilmente trascinato l’Italia nel baratro, nell’insicurezza e nella povertà, strumentalizzando poteri dello Stato, indebolendo le istituzioni, sovvertendo l’ordine democratico instaurato e consolidato nel corso di oltre sessant’anni di storia Repubblicana.
Ora però è tempo di agire e di agire insieme ai cittadini che hanno a cuore il bene dell’Italia, mettendo da parte dissensi o risentimenti che non giovano a nessuno ed anzi danneggiano.
Come diceva Filippo Turati, fondatore del Partito Socialista, occorre sempre riannodare i fili di un discorso che ci collochi in continuità con la nostra storia ma sia proteso verso l’avvenire.
Quando nel 1892 a Genova fu fondato il Partito Socialista dei lavoratori italiani, a costituirlo furono le fasce più deboli e più colte della società: lavoratori, agricoltori, braccianti, artigiani, sindacalisti, commercianti, professionisti, intellettuali, cooperative, società di mutuo soccorso, circoli culturali ed altri.
Ebbene, noi dobbiamo ricostruire quella alleanza, dobbiamo serrare le fila assieme alle fasce sociali più disponibili che, ora come allora, sono i lavoratori, gli agricoltori, i braccianti, gli artigiani, i commercianti. Dobbiamo conquistare adeguati livelli di benessere ed una significativa rappresentanza nelle istituzioni per fare le riforme già ben delineate dal programma socialista del 1892 che, ancora oggi, dopo 120 anni, appare di straordinaria attualità.
Riproduciamo il Programma Politico approvato nel 1892 dalla costituente socialista e stampato sulla prima tessera del partito del 1905, perché ne facciano memoria in particolare i socialisti e lo apprezzino i cittadini e le nuove generazioni.
Oggi dobbiamo realizzare un programma fondato sulla redistribuzione della ricchezza, sul superamento del divario sociale tra ricchi e poveri, sull’abolizione dei privilegi, su più adeguati livelli di libertà e di concreta giustizia sociale, sul rilancio dell’economia e dell’ occupazione tramite la piccola impresa e nuovi meccanismi di credito.
Per questi obiettivi noi chiediamo il voto ai cittadini elettori.
Ai socialisti fedeli ai valori di libertà e di giustizia sociale chiediamo di riaccendere l’orgoglio e gli entusiasmi che seppero suscitare i nostri predecessori e di unificarsi nel Partito Socialista Italiano.
Ma guardando in avanti perché, come diceva Pertini, il modo migliore per onorare la storia e i suoi protagonisti è quello di aiutare i vivi.
Questa deve essere la nostra missione: aiutare e difendere le classi sociali più deboli.
Un caloroso ed affettuoso augurio di successo, con l’auspicio di riuscire a ritrovare il percorso per ricondurre tutti nella stessa casa.
EVVIVA LA GIUSTIZIA SOCIALE
Antonino Gasparo
