PROPOSTE POLITICHE U.I.L.S:
LA UILS CONDIVIDE
I MESSAGI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBLICA E DEL SANTO PADRE
IN MERITO ALLA CRISI ECONOMICA E AL DISAGIO SOCIALE
L’attuale crisi economica e i suoi devastanti effetti sociali preoccupano a tal punto il Capo dello Stato, che in ogni occasione richiama le forze sociali e la classe politica a compiere le scelte più adeguate per dare fiducia ai cittadini e sostenere le piccole e medie aziende che sono uno strumento essenziale per creare nuova ricchezza ed occupazione.
Le imprese si trovano da anni sull’orlo del collasso dovuto al pesante costo del lavoro, alla recessione economica, all’insensibilità del sistema creditizio.
La politicizzazione dei mass media e dei sindacati, spesso inclini a mascherare la gravità dei fenomeni che infestano il tessuto produttivo e l’occupazione, ha deteriorato il clima sociale, la fiducia e la serenità dei cittadini e della classe lavoratrice, abbandonati ed espropriati dei loro diritti.
A nostro avviso, occorre intervenire con determinazione per avviare la ripresa produttiva e restituire agli italiani e alle giovani generazioni prospettive per il futuro, Garanzie Sicurezza ed Occupazione. E’ doveroso che le istituzioni, eliminando ogni privilegio, garantiscano a tutti opportunità di lavoro e adeguati livelli di assistenza sanitaria e previdenziale, indipendentemente dalla nazionalità purché dimorati in italia. Particolari tutele debbono essere riservate ai soggetti diversamente abili. A coloro che sono in difficoltà e vivono in situazioni di abbandono ed in luoghi occasionali e fatiscenti, è necessario prospettare forme di inclusione sociale e dare loro un alloggio e un lavoro.
Il duemiladieci deve essere l’anno della Giustizia Sociale cosi come auspicato dal Capo dello Stato, e l’anno delle riforme sociali così come auspicato nel lontano passato, con energica determinazione, dal Presidente Pertini che in occasione del suo insediamento ai senatori e deputati disse:” la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana : forte con tutti i colpevoli umana con i deboli e i diseredati”. “così l’hanno voluta coloro che l’hanno conquistata dopo venti anni di lotta contro il fascismo e due anni di guerra di liberazione”.
Il messaggio era chiaro: fare le riforme e dare pari dignità a tutti i cittadini.
Oggi, finalmente, occorre che si manifesti una chiara volontà politica e realizzatrice.
Se ciò che viene detto non troverà riscontro e non si tramuterà in fatti, sarà più onesto non illudere ancora i cittadini con inutili parole e con falsi messaggi provenienti dai mondi privilegiati della politica, della cultura, dei mass media, del sindacato, dell’industria e altri.
La UILS, Partito di ispirazione socialista sensibile da sempre ai problemi sociali, sollecita la classe dirigente ad assumersi le responsabilità sociali necessarie per interrompere l’espansione del disagio sociale che ha compromesso la stabilità della civile convivenza nel Paese, attuando gli impegni assunti con gli elettori.
I recenti disordini accaduti a Rosarno (RC) con le vessazioni nei confronti degli immigrati non fanno di certo onore al nostro Popolo e costituiscono una contraddizione gravissima con il ruolo che i Padri Costituenti avevano assegnato all’Italia.
Pertini nel giuramento di fedeltà alla Repubblica del 9 luglio 1978, consapevole della disparità di trattamento sociale tra i cittadini invitava senatori e deputati, a rispettare ed attuare il dettato della carta costituzionale.
Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano trova fondamento nel messaggio di giuramento fatto da Pertini 32 anni fa e così pure nell’articolo 3 della Costituzione Italiana, che riportiamo per pronto riferimento:
“tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,senza distinzione di sesso, di razza, di lingua,di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Sono trascorsi sessanta anni e l’articolo 3 della Costituzione é rimasto una mera enunciazione. La classe politica ha disatteso un preciso dovere morale e costituzionale, cioè quello di dare vita al diritto di uguaglianza e di pari dignità tra tutti i cittadini, di liberare il popolo dalla miseria e dal servilismo.
Alla luce dei fatti constatiamo che il disegno dei Padri Costituenti è stato vanificato e che si sono rarefatti l’onestà, la disponibilità al sacrificio e la coerenza agli ideali politici professati.
Oggi, a distanza di oltre 60 anni, chiediamo ai cittadini di riflettere con serenità sul ruolo svolto dalla attuale politica e sulla sua credibilità.
A parere della UILS la Prima Repubblica ha positivamente operato la ricostruzione dopo il conflitto mondiale ed ha diffuso un crescente benessere, ha rafforzato la legislazione sociale, ha radicato l’amore per la libertà nella popolazione.
La Seconda Repubblica, invece, irresponsabilmente dopo mani pulite, ha di fatto distrutto un equilibrio produttivo ed occupazionale consolidato. Ciò ha provocato recessione economica, disoccupazione, povertà delle famiglie rimaste senza lavoro. Conseguentemente l’Italia ha perso credibilità, prestigio e fiducia nel contesto internazionale. Questi sono fatti e non parole.
La UILS, fin dal 2007, ha segnalato lo stato di precarietà delle piccole e medie imprese ed il pericolo che ne sarebbe derivato a discapito dell’intera collettività nei termini dell’occupazione e della ricchezza nazionale se le PMI fossero state costrette a chiudere i loro esercizi.
Oggi molti imprenditori si trovano in grandi difficoltà finanziarie e sono costretti, con amarezza e consapevolmente, a cessare la loro attività, perché non possono sostenere gli impegni assunti nei confronti dei loro creditori. Il paradosso è di assistere passivamente alla vendita all’asta dei propri beni, probabilmente comprati dai loro stessi creditori tramite prestanome o società collegate. I lavoratori, dal canto loro, perduto il lavoro devono cercare con tutte le difficoltà del caso altre opportunità di occupazione in un momento di estrema crisi economica.
La politica e le forze sociali sono inspiegabilmente inerti!
La UILS propone al governo un’azione che sospenda tutte le procedure giudiziarie inerenti azioni di pignoramenti e vendita dei beni immobili delle imprese dati in garanzia alle banche e ad altri enti, cosi come è stato fatto con il decreto 342 del governo D'Alema che, nell' agosto 1999, ha dato un colpo di spugna al passato per salvare le banche a scapito dei cittadini e delle imprese.
La UILS, considerate le difficoltà delle piccole e medie imprese ed il contenzioso con le banche, si rivolge pertanto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinché si immedesimi nelle situazioni di costoro e si faccia, se lo ritiene utile ed opportuno per la salvezza di queste, promotore di un analogo decreto per garantire la continuità dell’attività imprenditoriale e quindi l’occupazione, oltre che il patrimonio delle imprese stesse, costruito con sacrifici personali e famigliari.
Oggi viviamo in un clima sociale per nulla rassicurante. La situazione si sta deteriorando velocemente e le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti: emigrazione, emarginazione, povertà, tossicodipendenza, prostituzione giovanile, delinquenza adulta e minorile, insicurezza collettiva, instabilità economica ed occupazionale, carenza di valori etici, in una sola parola degrado sociale. ciò fa rabbrividire le coscienze...
La UILS ritiene che, in un momento di crisi e di recessione come è quello attuale, siano necessarie profonde riforme sociali. Per fronteggiare la disoccupazione, per evitare il ricorso ai licenziamenti e l’incremento del lavoro sommerso la UILS ritiene utile liberalizzare il rapporto di lavoro tra lavoratore e imprenditore. Tale innovazione non deve essere intesa come penalizzante per il lavoratore ma, al contrario, come garanzia estrema alla quale lo Stato deve partecipare con un apposito strumento di garanzia collettiva per integrare la quota salariale mancante. In sostanza, per i lavoratori occupati in aziende in difficoltà, si dovrebbe prevedere un salario variabile che pone a carico del sistema statale la differenza salariale non percepita dal lavoratore rispetto a quanto stabilito nel CCNL.
Si eviterebbe, così, che lo Stato sperimenti altri interventi temporanei che non portano ad evoluzioni positive delle situazioni di crisi, ma ad ulteriori appesantimenti della finanza pubblica.
Ciò consentirebbe inoltre,la salvaguardia del tessuto produttivo e delle professionalità dei lavoratori, una più rapida ripresa economica ed occupazionale e farebbe affluire risorse al bilancio dello Stato.
Una politica dei redditi più equa ed equilibrata, dovrebbe prevedere anche una soglia massima (non superiore a 5.000 euro) e una minima che siano ragionevoli e razionali per tutti, compresi quelli del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio, evitando enormi dislivelli economici e quindi sociali, secondo quanto previsto dalla Carta Costituzionale.
La UILS, in conclusione, auspica che tali proposte siano fatte proprie dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio e che essi stessi si facciano promotori di un’ iniziativa di moralizzazione della vita pubblica e di un gesto di solidarietà, in uno stato di emergenza rinunciando ad una parte significativa dei loro emolumenti.
La UILS, nel solco dei recenti auspici del Capo dello Stato e del Santo Padre,confida che l’Italia svolga un ruolo internazionale secondo l’indirizzo manifestato da Sandro Pertini il 9 luglio del 1978 che nel suo discorso pronunciato al Parlamento nel ruolo di Presidente della Repubblica disse: “l'italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire”. Cosa ha fatto la politica della seconda repubblica?
Ci auspichiamo che le considerazioni fatte dalla UILS siano liberamente condivise dai cittadini e che, anzi, si sviluppi uno scambio di idee ed opinioni al fine di migliorare le condizioni sociali d’interesse collettivo cosi come hanno fatto i nostri padri costituenti.
Antonino Gasparo
Presidente UILS
